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Risarcimento Danni

Tabelle Risarcimento Infortunio sul Lavoro: Come Funzionano e Come Calcolare l’Indennizzo INAIL

Avv. Alessio Savarese
19 maggio 2026
5 min di lettura

Il risarcimento del danno INAIL – Cos’è e quali sono le tutele

In questo approfondimento, affrontiamo il tema del risarcimento del danno INAIL, considerando il contesto in cui si colloca il fenomeno connesso anche agli infortuni sul lavoro. 

Consideriamo la stessa cronaca nazionale di riferimento attuale, come diretta dimostrazione degli innumerevoli casi di infortuni e vittime sul lavoro. Ciò, nonostante le norme puntuali riguardo proprio le misure e i dispositivi da adottare per la sicurezza sul lavoro.

In questa direzione, sicuramente bisogna saper distinguere caso per caso, le modalità e il contesto in cui può inserirsi un incidente sul lavoro. 

Stessa causa di un danno riconoscibile e valutabile sotto forma di risarcimento de danno anche attraverso una specifica azione legale. 

Importante, soprattutto non dimenticare, quanto sia scrupoloso e necessario attenersi alle linee guida e la normativa attenta alle precauzioni da adottare per la sicurezza del lavoratore nell’ambito delle sue attività e mansioni. Proprio quelle norme che puntano alla prevenzione e riduzione degli infortuni sul lavoro. Basate sui principi costituzionali fondamentali; primo tra tutti l’art.32 Cost. per la tutela della salute.

Le principali definizioni sulla natura del danno e le responsabilità connesse 

Partiamo dalle definizioni basilari per entrare nella specifica disciplina e capirne le reali possibilità di ottenere un effettivo ed equo riconoscimento del proprio danno subito. Considerato sia da un punto di vista fisico, morale sia psicologico.

Innanzitutto, il risarcimento del danno INAIL, si riferisce in particolare a quel tipo di indennizzo erogato dall'INAIL, per infortuni o malattie professionali.

Dall’assunto di tale accezione, riportiamo basilarmente l’attenzione al principio comune su cui poggia la responsabilità civile: come branca del diritto regolata da un coacervo di norme.

Ossia: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” (art. 2043 c.c.). 

Nonostante tale principio sembri di immediata interpretazione, non è proprio così quanto si tratta di stabilire l’entità del danno. E soprattutto quali sono le circostanze che lo hanno determinato. 

La soluzione dovrà in ogni caso essere un risultato congruo rispetto l’entità stessa del risarcimento.

La domanda riparatoria e l’individuazione della sottocategoria del danno biologico 

 Consideriamo ora le molteplici situazioni in cui può rilevare un danno risarcibile sul lavoro:

  • rapporto di lavoro (mobbing, demansionamento, licenziamento illegittimo)

  • infortunistica (incidenti stradali o infortuni sul lavoro dovuti all’assenza delle misure di sicurezza essenziali);

Dal danno di carattere non patrimoniale, sia nell’ambito della responsabilità contrattuale che in quella extracontrattuale (sofferenza interiore, invalidità fisica e psichica, peggioramento della qualità della vita di una persona), si distingue:

  1. Danno biologico

Definiamo il danno biologico, innanzitutto, come quella lesione temporanea o permanente dell'integrità psicofisica.

Si tenga bene presente, come ai fini del riconoscimento del risarcimento del danno, tale richiesta potrà avvenire indipendentemente dalla capacità del ricorrente di produrre reddito.

Per poi procedere all’individuazione specifica e corretta del proprio danno biologico subito, si deve far riferimento alla distinzione dalla macro categoria principale delle micro categorie.

In questo modo, si potrà comprendere e valutare sia la natura complessiva del danno subito,

E quindi, anche una sua materiale quantificazione.

Pertanto, è necessario saper individuare l’esatto collocamento del proprio danno subito seguendo la classificazione sottostante.

  1. Danno morale

Considerato, il danno biologico la lesione alla salute in sé, definiamo l’ulteriore risarcimento del danno morale, come la sofferenza interiore provata a causa della lesione.

Per tale categoria, la Corte di Cassazione ammette la liquidazione congiunta del danno biologico sommato al danno morale. Senza automatismi, consentendo che il danno morale venga provato ed anche mediante presunzioni.

  1. Danno esistenziale

  • Personalizzazione del Risarcimento

 Per casi gravi, il giudice può aumentare il risarcimento del danno biologico (personalizzazione) dal 15% fino al 60% per tenere conto delle peculiarità del caso concreto (impatto sulle abitudini di vita).

  • Microlesioni (1-9 punti): Il risarcimento è calcolato su tabelle standard (art. 139 Codice Assicurazioni). Il danno morale può essere incluso, ma va provato, e l'importo può essere aumentato dal giudice fino al 20%.

  • Macrolesioni (10-100 punti)

 Si utilizzano solitamente le Tabelle del Tribunale di Milano, che permettono una personalizzazione maggiore per risarcire la sofferenza soggettiva.

  • Infortuni sul Lavoro (INAIL): L'INAIL indennizza il danno biologico (dal 6% al 15% in capitale, dal 16% in rendita). L'ulteriore risarcimento per danno complementare o differenziale può essere richiesto al datore di lavoro.  

Indennizzo e ulteriore risarcimento del danno 

Oltre all'indennizzo base, è possibile ottenere un ulteriore risarcimento per danno morale (ossia la sofferenza soggettiva) o per personalizzazione (incidenza specifica sulla vita del soggetto), purché provati.  

Per ottenere l'ulteriore risarcimento, è necessario allegare prove specifiche del pregiudizio subito, non essendo sufficiente la sola lesione fisica.

L'ottenimento di un ulteriore risarcimento danno rispetto a una somma già percepita o pattuita, richiede la dimostrazione rigorosa di un pregiudizio maggiore.

Spesso, viene anche definito come danno emergente o lucro cessante.

Focus a tema dai casi dello Studio Legale Savarese:

Focus a tema dai casi dello Studio Legale Savarese


“Quando il tragitto verso il lavoro diventa un evento giuridicamente rilevante”

Non tutti sanno che un incidente avvenuto mentre ci si reca al lavoro può, in determinate circostanze, essere riconosciuto come infortunio in itinere.

È quanto accaduto a un lavoratore impiegato come responsabile della sicurezza presso un noto locale in Toscana, rimasto coinvolto in un sinistro proprio durante il normale tragitto verso il luogo di lavoro.

Grazie all’intervento dello Studio Legale Savarese, la vicenda è stata gestita con rapidità ed efficacia in sede stragiudiziale, permettendo al lavoratore di ottenere in tempi rapidi un risultato particolarmente importante: un doppio ristoro economico, composto sia dall’indennizzo riconosciuto dall’INAIL, sia dal risarcimento ottenuto dalla compagnia assicurativa.

Il tutto senza dover affrontare una causa, evitando tempi lunghi, costi ulteriori e l’incertezza di un giudizio.

Un risultato che dimostra quanto sia fondamentale affidarsi a professionisti in grado di individuare tutte le tutele applicabili: anche un incidente apparentemente “ordinario”, se collegato alla prestazione lavorativa, può dare diritto a somme ulteriori e a un risarcimento più completo.

Tag:

#tabelle inail#risarcimento del danno infortuni sul lavoro#danno biologico

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